Il Manifesto
7 Maggio 1972
PALERMO
L'aereoporto della mafia
ha fatto 115 vittime:
omicidio da speculazione
Palermo. E' successo. Da mesi, da anni I piloti parlavano con terrore di questa pista assurda, a Punta Raisi, di un aereoporto tra i più pericolosi d'Europa, sempre battuto dal vento. con una montagna proprio sopra la pista, sempre poco illuminata e che risucchia su dl sé, quando c'è il vento o la nebbia. L'associazione dei piloti inglesi, aveva fatto sapere che I suoi membri non erano tenuti ad atterrare in questo aereoporto di Punta Raisi e se lo facevano era a loro rischio,ma nessuno si è mosso. Un anno fa era stata aperta una terza pista, (quella che c'era prima correva, su una grande caverna) e le autorità avevano detto che ora I'aereoporto sarebbe stato più sicuro, che gli aerei sarebbero potuti atterrare anche quando soffia lo scirocco.
E non è solo la posizione infelice,il posto assurdo dove I' aereoporto è stato costruito, che terrorizza, i piloti: a Punta Raisi mancano persino gli strumenti per guidare, per rendere meno insicuro l'atterraggio. E' in uso un sistema, che forse andava bene durante la seconda guerra mondiale, che quando c'è cattivo tempo tutto è affidato all'intuito e al sangue freddo dei piloti. Ora sono morte 115 persone che tornavano a Palermo probabilmente per votare. Non è una sciagura, troppo comodo: è una vera e propria strage di cui sono responsabili tutti coloro che sapevano e che se ne sono fregati, che si sono guardati bene del protestare perché I'aereoporto veniva, costruito proprio li' che hanno preferito tenersi cari gli amici mafiosi e democristiani a cui stava a cuore quel progetto, che volevano a tutti icosti che I'aereoporto si facesse a Punta Raisi. E sono responsabili pure tutti quelli che in questi anni hanno storto il muso, davanti alle proteste dei piloti, tutti quelli che hanno parlato di volontà “scandalistiche”.
Ora è in corso una inchiesta, naturalmente. Sono stati sequestrati i nastri con le ultime frasi scambiate dall'equipaggio dell'aereo con la torre di controllo. Si cercano eventuali responsabilità: ma dove, di chi? Qualcuno, all'aereoporto, mormora << che in questi casi non si può mai escludere un sabotaggio >>. Sarebbe veramente grossa. Tutti quelli che hanno visto l'aereo cadere, hanno parlato di una fiammata sulla montagna e qualcuno dice addirittura di avere visto l'aereo sbattere contro Montagna lunga, la montagna << maledetta >>, come la chiamano i piloti. Ma non è impossibile che una storia del genere possa venire fuori, perché il fatto ha, suscitato troppa impressione a Palermo: molta gente conosceva le vittime, le ricorda per averci lavorato assieme. Tra i morti c'erano anche tre compagni del Pci, Angelino Fais, Alberto Scandone e Carlo Colajanni; c'era un compagno che ha perso il fratello ucciso dai tedeschi nella resistenza. Ieri tutta la città era in lutto, non si parlava d'altro, la gente fa i nomi dei morti, li ricorda, e li piange.
La rabbia è l'unica risposta sensata ad una tragedia come questa, una tragedia tipica del nostro paese che come l'alluvione del Vajont o il terremoto in Sicilia, non è semplice fatalità ma conseguenza di un sistema, responsabilità di << onesti >> e << stimati >> professionisti, quelli che un tempo in Sicilia si chiamavano <<galantuomini > o << cappelli >>; ed erano parole che piacevano ai potenti ma che per i contadini grondavano sangue.