Disastro aereo Volo Alitalia AZ 112 del 5 maggio 1972 località Montagna Longa (PA)
Aeromobile Douglas DC-8 43 I-DIWB

Air disaster Flight Alitalia AZ 112 date 5 may 1972 in Mountain Longa near Palermo Italy
Airplane Douglas DC-8 43 I-DIWB


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07.05.2007

Ciao, mi chiamo Laura G. e mio zio era sul quel maledetto volo.Io non l'ho neppure conosciuto perchè sono nata 10 anni dopo la sua morte ma dai racconti di mio padre (suo fratello) e mia nonna, mi sono affezionata a lui e gli voglio bene e piango come se avessi passato la mia vita con lui. Ogni anno per l'anniversario con la mia famiglia ci rechiamo a Carini per la messa e ogni anno è un rinnovarsi della sofferenza per mio papà e a vederlo il cuore mi si stringe. Ho letto tanti articoli, tante cose che riguardano la sciagura e anch'io non riesco a capacitarmi dell'accaduto. Mio padre mi ha sempre raccontato che i piloti hanno sbagliato la manovra e che non hanno visto la montagna, ma sapendo che il 1° pilota aveva tanta esperienza alle spalle anche su Palermo mi risulta alquanto difficile credere a questa teoria, credo invece più a quella dell'attentato e soprattutto vorrei tanto parlare con la s.ra Fais che si sta ancora impegnando per scoprire la verità, perchè anche secondo me è stato tutto sepolto, come sempre con le situazioni scomode. Tanti familiari non ci sono più, come mio nonno, ma per coloro che siamo ancora qui spero che tutto venga alla luce per dare pace alle anime dei ns cari e anche a noi. Io abito a Carini perchè ho sposato un carinese e mi piace pensare che sia stato mio zio a metterci lo zampino, per proteggermi da lassù e per farmi stare vicino a lui. Grazie, Laura

Re:

Laura, perchè no, Tuo zio potrebbe avere messo lo zampino ed averti fatto conoscere Tuo marito, tutto è possibile nella vita. Allora si diede la colpa hai piloti, addirittura erano stati presi per ubriachi, troppo facile addossare la colpa a chi non c'è più e quindi non può difendersi. Non credo che due piloti di provata esperienza abbiano commesso un errore cosi grave, anche perchè cìè chi sostiene di avere visto l'aereo in fiamme prima di precipitare.

Luciano La Piana


16.07.2007

Mi chiamo Enzo Claudio, il 5 maggio 1972 avevo 6 anni e 1/2, mia mamma era in attesa del mio secondo fratello. Mancavano pochi giorni al parto e quella maledetta sera per lo spavento subito temeva d'abortire, invece andò tutto bene, diciotto giorni dopo nacque mio fratello Salvo.
In me è ancora vivo il ricordo di quei tragici momenti in cui nel mio mondo di bambino avevo capito ciò che era successo. Era una calda sera di maggio appunto e a casa nostra era venuto a trovarci un mio zio quando improvvisamente fummo attratti fuori nel terrazzo (casa mia è alle spalle del centro storico di Carini e dal terrazzo si ha una magnifica vista delle montagne) c'era stato un forte boato e dalla montagna veniva giù una colata di fuoco, sulla sommità si sprigionavano alte le fiamme.
Dai discorsi dei miei capii che probabilmente un aereo vi era andato a sbattere e la cosa mi rattristò parecchio. Ho ancora in mente le luci dei fari dei veicoli dei soccorritori che fendevano le montagne attorno a noi nel tentativo di raggiungere la sommità di montagna Longa. Ricordo nei giorni successivi i discorsi della gente, dello strazio che avevano visto andando a curiosare e purtroppo furono tanti anche i casi di sciacallaggio.
Negli anni successivi Mons. Badalamenti, l'arciprete di Carini, nel giorno della sciagura suonava le campane del Duomo a lutto e diceva una messa in suffragio delle vittime.
Oggi ho 41 anni vivo lontano dalla mia terra ma non riesco a dimenticare la mia Sicilia e quel 5 maggio 1972. Un affettuoso saluto

Re:

Enzo, io avevo 4 anni, non abitavo a Carini, non ho assistito a ciò che invece molti abitanti della zona hanno visto, ma ricordo che ero sopra il letto dei miei genitori e la radio annunciava la tragedia ed ancora oggi mi porto dentro il dolore di quel ricordo, pur non avendo perso nessun parente. Mia zia doveva essere in quell'aereo, era in lista d'attesa ed a tutti i costi lo voleva prendere, non c'è riuscita. Una persona che è scampata a quella tragedia poi è morta nel disastro aereo del 23 dicembre 1978. Misteri della vita.
Mons. Badalamenti, ha fatto tanto in tutti questi anni per il disastro aereo, purtroppo non è più con noi.

Luciano La Piana


30.09.2007

Although it is 2007, my story starts with one fateful day in 1972.  I have no memory of this day or of him as I was only 22 months old.  My father at the time was a chef travelling for his job.  It was May 5th and he was on Alitalia flight 112 from Palermo, Sicily to London, England when it crashed into a mountain.  I have been told the same story my whole life about that day.  My mom had sewed some new dresses for me and that because I was the apple of his eye he wanted to get home quicker to see me in those dresses, so he decided to get on an earlier flight.  What a mistake that turned out to be. 
I am now 37 years old and with the help of someone very special to me I am almost at the end of this story.  He is the person who has helped me find out the information regarding my dad’s flight and to him I will always be grateful.  I have had many things happen to me in my life that I feel would not have happened had I had my dad around, but I know that when I go to Sicily and stand up on top of the mountain where my dad died it will be the closure I need to finally let him go and move on in my life.

Nicole Vickers


22.10.2007

E’ davvero molto bella l’iniziativa di una pagina web dedicata al disastro di Montagna Longa, soprattutto per onorare le vittime di quella tragedia.
Avevo quasi 17 anni all’epoca e ricordo bene il senso di angoscia che mi prese nel sentire quella notizia. Ero appassionato di aerei e di aviazione in genere e ricordo che ero arrabbiatissimo perché mi chiedevo cosa mai ci facesse quel DC8 sulla montagna.
Da lì a un mese avrei fatto il mio primo viaggio in aereo e per di più intercontinentale (da Palermo a New York)… Non avevo paura, ma ricordo che durante tutto il volo il mio pensiero fu costantemente rivolto alle vittime di quella sciagura con commozione.
Oggi, ogni volta che vado a Punta Raisi, il mio sguardo si rivolge sempre spontaneamente alla cima di quella montagna e il mio ricordo affettuoso va a quelle 115 persone che non sono più con noi.

Giuseppe


05.02.2008

La notte del 5 maggio 1972 ero sul treno per Marsala dove svolgevo il servizio militare in aeronautica.
Il treno rimase fermo per circa tre ore in qualche posto vicino Cinisi e qualcuno che andò ad informarsi del perchè della prolungata sosta portò la notizia dell'incidente aereo.
Provai una grande tristezza per quanto appreso ma solo il giorno dopo leggendo il giornale ebbi l'esatta dimenzione della tragedia. Un incidente di tale gravità  non si era mai verificato  nelle nostre zone.
In seguito seppi che tra le vittime  c'era Franco Indovina famoso regista cinematografico e fratello di un mio caro amico.
Ancora oggi quando percorro l'autostrada alzo lo sguardo verso Montagna Longa ed il mio pensiero va a quanti lì persero la vita.

Ninni Ingrassia


06.04.2008

Avevo 23 anni quando è successo l'incidente. Il giorno prima dell'incidente aereo ero nel mio ufficio, all'Italturist, un'agenzia di viaggi di Roma.
Alle 10 del mattino si apre la porta e una bella Signora si affaccia per salutarci. Quella donna era la prima volta che la vedevo e sarebbe anche stata l'ultima.
Era la direttrice dell'agenzia di Palermo, a Roma per una riunione nazionale, e il 5 maggio tornava a casa con quel volo.
Oggi, nonostante siano passati tanti anni me la ricordo ancora.
Se la mia testimonianza potesse essere letta dai parenti di quella signora che io conobbi solo per un istante ma che ricordo ancora oggi ne sarei contento.
Naturalmente approvo la tua iniziativa ed è ancora più rimarchevole perchè la porti avanti nonostante tua zia si sia salvata per aver perso l'aereo.

Massimo


Còrdoba - Argentina 24.04.2008

Montagna Longa.


Fra  pochi giorni (5/5/08) si compiranno 36 anni della sciagura di Montagna Longa.
Durante vari mesi ho cercato di rintracciare, per mezzo di Internet, i componenti di  una famiglia a me molto cara, in quanto trovai il nome del mio caro vecchio amico componente di quella famiglia, gli scrissi.
Purtroppo  le notizie che mi dette dei suoi non furono per nulla buone, tre dei cinque componenti della famiglia già non esistevano più
 La persona per la quale avevo un affetto particolarmente profondo,si trovava nel volo del 5 maggio 1972, per mezzo di Internet ebbi più dati precisi sulla sciagura che aveva troncato la vita a 115 persone lasciando le rispettive famiglie prive dei loro Cari, mi sentì  presente sentendomi completamente unito a tanto dolore, che fu il mio stesso, con la differenza che io lo seppi 36 anni dopo per Internet e fu come se la sciagura fosse occorsa lo stesso giorno in cui ne venni al conoscimento (2/2/08).
Sto per compiere 81 anni ma il cuore palpita e soffre come se ne avessi 18, spero che per la fine di quest’anno sarò presente in quel luogo, ho letto il suo scritto Signor La Piana da cui apprendo della generosità del famigliare che ha eretto ,per tutti,quella grande bellísima Croce sulla Montagna Longa, ricordo che resterà perenne nel cuore di tutti quanti la vedano.
Vivo in Argentina dall’anno 1951, sarebbe per me una gran consolazione poter posare un fiore ai piedi di quella Croce, quel fiore sarebbe un símbolo di amore, di rispetto verso tutti i componenti di quel volo AZ 112 dell’Alitalia che distrusse lo spirito di più di 115 famiglie.
Continuando con la lettura dei dettagli, comprendo sempre più quan duro ed insensibile sia il sentimento umano e quanto ingannevoli e menzoniere siano le parole e le promesse delle autorità e dei periodisti che allora condivisero con la gente la necessità di consolidare il terreno del viottolo pericoloso che conduce al posto della sciagura.
Forse tale lavoro avrebbe rappresentato una spesa troppo grande, il rimborso, a lunga scadenza, si sarebbe potuto ricuperare con l’offerta di un obolo minimo e donazioni facoltative lasciati all’entrare.
Questo luogo già da anni avrebbe il suo cammino aperto all’amore e al ricordo, forse si sarebbe già saldato il costo del lavoro.
Egregio Signor Luciano La Piana, chissà quanto più si potrebbe scrivere sul tema, forse meno parole e più fatti darebbero un miglior risultato.
Sono tornato a scrivere questa nota  nel timore che nella precedente si stato comesso  un errore di destinatario.
Con i sensi della mia più alta considerazione, la saluto rispettosamente.

Sergio Loconte

P.S: forse dopo tanti anni dell’incidente, questo mio semplice scritto cadrà nel dimenticatoio come tanti altri.Essendo sempre presente l’egoismo umano,non mancherà chi dirà:”A me che me ne importa?...”

Re:

Gentile Signor Loconte, lettere come le Sue, non possono essere cestinate, sono molto importanti e danno sempre di più un senso a tenere viva la memoria di chi non c'è più.

Luciano La Piana


 

Còrdoba - Argentina 01.07.2008 

Sono passati ormai 36 anni dalla sciagura di Montagna Longa, qualunque  accusa ,sospetto o reclamo non danno più una soluzione all’accaduto. Però non si può proibire di ragionare su quanto è accaduto.
D’accordo a una nota che trovo in  pagina 3 de 4 il cui titolo dell’articolo è:”Disastro aereo-Volo Alitalia AZ 112 del 5 maggio 1972. località Montagna Longa (PA) aeromobile Douglas DC8 -43 I-DIWE si legge in un paragrafo: ”Durante un regolare  volo di linea  un DC8 -43 marca I-DIWE dando precedenza ad un aeromobile in atterraggio all’aeroporto di Palermo Punta Raisi si schiantava su Montagna Longa  sita tra il territorio di Carini ed il territorio di Cinisi.”
Questo paragrafo sembrerebbe l’estratto di un documento ufficiale. Indubbiamente è molto sintetico, l’unica espressione che può suscitare meraviglia e dubbi è: ”dando precedenza ad un aeromobile in atterraggio…”. Dal momento che la Torre di Volo dà la precedenza a un altro velivolo per atterrare, quale motivo impellente esiste per interrompere il normale atterraggio di un aeroplano di linea la cui ora di arrivo a destino è già stabilita?
Come si può postergare un atterraggio ufficialmente previsto da Aerolíneas per dar luogo a un altro aereo il cui atterraggio non si sa se era previsto?.
Qui sorgono le domande:
1) Chi aveva diritto di atterrare  per primo?
In questo caso la Torre di Volo deve comunicare con tempo all’aereo di linea di continuare volando ad una certa altezza in attesa che la Torre di Volo  gli concede il permesso di atterrere.
2) Quale aereo aveva la precedenza?
3) Che successe con la Torre di Volo?
4) Chi fu avvisato con tempo dell’inconveniente di due atterreggi quasi simultanei?
Sarebbe veramente molto interessante avere a rispetto precise risposte.
Ormai sono passati molti anni, il personale della Torre già non sta più in condizioni di rispondere.
Un aereo di linea non può effettuare una virata con una inclinazione di  quasi 45° . a bassa quota e con un pericolo di fronte della grandezza e altezza di una montagna..
 Le persone che credettero di aver visto l’aereo in fiamme potrebbe essere dovuto all’effetto procurato da una turbina che prese fuoco, in questo caso perchè allora la Torre di Volo dette la precedenza di atterrare all’altro aereo?....
Cercherò il libro di diritto aereo ed il regolamento per gli atterraggi (forse) forzosi di due aerei, a chi corrisponde la precedenza?
Sono passati molti anni in cui studiai le leggi che governano i voli, tutto sta riunito in “Legislazione aerea.”.
Come dico e ripeto, dopo tanti anni a che serve protestare se  le 115 anime non ritorneranno più. Chi sono i responsabili?
Saperlo adesso sarebbe una semplice curiosità.

La saluto molto cordialmente.

 Sergio Loconte
 (Ing.Aeronautico)


Sig Loconte, è vero che sono passati tanti anni dall'accaduto, ma la speranza è sempre l'ultima a morire.
I Parenti hanno il diritto di sapere cosa avvenne quella sera, chi è il colpevole dell'accaduto.
Secondo me, è troppo facile dare le colpe ai piloti, che non possono più difendersi, perchè deceduti nel disastro.
Per le Sue altre domande Le potrebbe rispondere un perito con le carte processuali in mano.

Luciano La Piana


25.01.2009

Ho preso proprio quel volo da Roma esattamente una settimana prima,
avevo 9 anni e con la famiglia andammo a Palermo.
Ricordo lo sgomento a casa, la nonna che da una parte ringraziava il
Signore  e da un altra piangendo pregava per chi era caduto
A distanza di tanti anni spesso mi raccomando al Cielo per il bene dei
parenti delle vittime.

Mauro M.


12.02.2009

Salve.
Quella sera mi trovavo a Carini, sulla terrazza di casa assieme a mia madre che stava rientrando i panni stesi.....avevo sei anni.
Era una bella serata primaverile ,calda e fuori si stava benissimo.
Dalla vicina piazza ,il discorso appassionato dell'allora sindaco che chiudeva la campagna elettorale.
Mi torna l'immagine di me con accanto la mia mamma che con il naso per aria ,vediamo passare ,bassissimo ,un grosso aereoplano che ,seguito da una scia di fuoco ,andava a schiantarsi con un terribile boato su montagna longa.
Mia madre gridò e un attimo dopo mi trascinò dentro facendosi il segno della croce.
Io non capii subito quello che stava succedendo ,ricordo quella notte l'interminabile processione di ambulanze ,pompieri......ricordo che per molti giorni il fumo ,bianco continuava a venire su dalla "montagna maledetta" ricordo i miei parenti che il giorno dopo armati di binocolo, dalla stessa terrazza commentavano il triste evento ,ricordo il mio vecchio zio che leggendo il giornale cercava di spiegarmi a modo suo i particolari di cui ero avido.
Ricordo le bare allineate nella nostra bella piazza.
Quell'evento rimase indelebilmente impresso nella mente di tutti.
La cosa che più mi impressionò fu il suono ,indescrivibile ,che l'aereo emetteva nei suoi ultimi momenti.
Questo è il mio ricordo....

Giovanni G.


14.07.2009

Avevo 16 anni allora, ma non riuscii a capire il perchè gli organi di stampa di quel tempo diedero subito la colpa ad un errore umano.
Il Comadante Bartoli era un uomo di provatissima esperienza, come di grandissima esperienza allora.......come oggi erano gli organi governativi preposti alle inchieste.......da insabbiare, io in quella tragedia non ho perso nessuno (non sono nemmeno siciliano anche se abito a Palermo), ma la cosa che non dimenticherò mai la superficialità con cui, trattarono  il tutto sembrava che avessero una gran fretta.......di chiudere, nel 1972 siamo agli inizi degli anni di piombo....chissà.
Vi dico anche che otto anni dopo sarei scampato miracolosamente al disastro di Ustica, grazie ad un normalissimo ritardo burocratico, del resto siamo ed eravamo in Italia.
Grazie per  aver potuto parlare con Voi sono vicino alla vostra commozione che è anche la mia.

Gianpiero G.


 

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